
LE LINGUE
DEI MURI
Come ci rapportiamo alla fissità di un muro? È davvero fissità o nel suo mutare micrometrico – intemperie su intemperie – è in costante disvelamento qualcosa di misterioso e puro? Cosa ha da dirci un muro consumato nella sua unicità e come si potrebbe incorporarlo? Una superficie scrostata rivela gli strati passati, realizza un fondo dove doveva esserci solo uno sfondo piatto, è un errore e un miracolo. Come si danzano e celebrano queste opere d’arte del tempo?



Le lingue dei muri è una ricerca avviata da Spartenza Teatro in collaborazione con Teatri di Vetro. In questa ricerca, i muri scrostati, spezzati, stratificati, diventano tracce visive da leggere come punteggiature di un linguaggio dimenticato o mai decifrato. Superfici che, osservate a lungo, sembrano liberarsi dalla loro funzione architettonica per apparire come scritture, mappe, partiture, paesaggi o corpi. Ogni muro rivela una trascrizione di movimenti da incarnare: il gesto della pioggia, il peso della luce, lo sfarinarsi del tempo.
L’indagine muove da un archivio di fotografie scattate in tutta Italia da Sofia Abbati e accumulate negli ultimi 10 anni per esplorare le possibilità di traduzione dello stimolo visivo in corpo, parola e suono.
CREDITI
un progetto di /Spartenza Teatro/
ideazione, ricerca e performance di Sofia Abbati
dramaturg Andrea Milano