
OSTINATO ESSERE







La luce entra da una fessura e illumina una ragazza, la custodia di un violino in spalla, la sua corsa forsennata.
La ragazza sparisce e al suo posto appare - cosa? Un asino, a giudicare dal muso, ma avvolto in un cappotto rosso, cammina su due gambe umane. Il vento gli sbarra la strada con folate sempre più forti. Le note di un violino riecheggiano nell' oscurità. La ragazza riemerge dal buio. Ride fino a rimanere senza fiato. Il suo viso si deforma, la sua risata muta in un agghiacciante raglio.
Ostinato Essere è il ritratto onirico di chi si ostina a seguire la propria strada, nonostante tutto.
Ma cosa significa ostinarsi? È una scelta? Quando la vocazione smette di essere un sogno e si trasforma in condanna?
Muovendosi tra queste domande, l’asino ("vecchia capoccia ostinata!") e l’umana, intrappolati l’uno dentro l’altra, compiono il loro viaggio. Un viaggio le cui prospettive oscillano fra sogno e ossessione.
un progetto di Spartenza Teatro
con Sofia Abbati
regia Andrea Milano
curatore del movimento Luca Piomponi
maschera Sofia Abbati
figura scenica Giulia Cauti
luci Andrea Milano, Cecilia Sensi
sguardo esterno compagnia BRAT
con il sostegno di Calpurnia APS, Fortezza Est, Rete Almagià, Compagnia BRAT
Vincitore del Festival dell’Arte Spaccata 2023